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Un po’ di cose
Eccoci qui!
Come potete notare, la parte di destra del blog si è un po’ popolata, questo grazie a dei momenti di tempo libero trovati per fare cose a caso.
Allora il primo banner riguarda un’iniziativa attraverso la quale, i blogger che vi partecipano sono chiamati a scrivere riguardo ad un argomento importante. Questa iniziativa è già in atto da qualche anno, e quest’anno si pone come tema la povertà, quindi il 15 ottobre tutte le persone che hanno aderito all’iniziativa dovranno scrivere qualcosa che possa aiutare a portare alla luce il problema, magari proponendo, perchè no, idee su come risolvere il problema. Per altre informazioni cliccate sull’immagine di lato o qui.
Ho attivato i feed RSS con feedburner dal momento che offre un buon servizio sia per chi legge che per chi pubblica.
Poi per quello che riguarda la licenza credo che la spiegazione ermetica riportata appena sopra sia sufficientemente esaustiva.
Andiamo avanti con “la morte dell’università” è un il collegamento ad un blog che spiega molto bene in che codizioni disastrose è la nostra univeristà, ma soprattutto dove andrà a finire tutto grazie ai grandi governi che si stanno succedendo in questi anni. una cosa direi a loro: Complimenti per la fiducia, vedrete i risultati e potrete solo incolpare voi stessi se ne sarete mai in grado.
Poi c’è anche il libro che sto leggendo, così per curiosità!
Credo di aver detto tutto per il momento!
alla prossima
Paolo!
La Musica nella testa di Giorgio, pardon, Giovanni Allevi
Allora, oggi parliamo del libro di cui sopra si può vedere la copertina, cioè “la musica in testa” di Giovanni Allevi.
Ma partiamo dall’inizio. Per chi non lo conoscesse, Giovanni Allevi è un pianista, compositore, filosofo, conosciuto in tutto il mondo e, per fortuna, molto famoso anche in italia.
Diciamo che conobbi la sua musica lo scorso anno, quando andai al suo concerto tenutosi a Pavia. Come per ogni concerto, normalmente una persona si prepara psicologicamente per quello che andrà poi ad ascoltare. Ad ogni modo, sono stato letteralmente rapito dalla sua musica, come moltissime persone che ascoltano le sue opere, anche se ad essere sincero…al concerto essendo molto lontano non sono poi riuscito a sentire molto! per fortuna esistono i cd!
Come ogni fan che si rispetti, anche se secondo lui fan non è la giusta definizione, quando vidi che Giovanni aveva scritto decisi di leggerlo.
La musica in testa non è un libro che racconta una storia qualsiasi, ma la sua, la storia di un ragazzo timido introverso che sfida tutto e tutti per realizzare il suo sogno, quello di far emozionare il pubblico con i suoi pezzi, perchè già dalle prime esibizioni, comincia a far conoscere il suo stile, uno stile che non esiste, a metà strada tra la musica classica e il jazz, anche se gli amanti del jazz amano precisare che lui non è un vero pianista jazz visto che non improvvisa. Cercare di sfondare, nel mondo della musica non è una cosa facile, soprattutto per un musicista, in particolare il piano solo, che cerca di proporre al pubblico ciò che lui sente nella sua testa in ogni momento della giornata e della notte, in pratica la musica. Perchè come dal titolo del libro, lui ha la musica in testa, cioè un’entità che lo viene a trovare di tanto in tanto e gli fa sentire delle sempici melodie che arrivano a trasformarsi in brani per orchestra.
Il libro racconta, della sua scalata, perchè oltre quella montagna c’è il suo sogno e lui è determinatissimo a raggiungerlo, anche a costo di esporsi troppo al giudizio degli altri, anche a costo di fare cose che possono sembrare follie.
Infatti secondo lui tutti dovrebbero fare di tutto per arrivare a realizzare i propri sogni, perchè la sua storia dimostra quanto i sogni, se realmente voluti, possono essere realizzabili, basta volerlo. Ma questo non viene espresso nel solito modo noioso e scontato, ma raccontato i passi salienti della sua vita, cioò che lo ha portato ad essere quello che è, anche con un po’ di autoironia che se vogliamo fa sempre bene, il tutto intrecciato a piccole “perle di saggiezza”.
Il suo amore per la musica non come insieme di suoni ma come Entità lo porta a scivere “musica” con la lettera maiuscola ogni volta, che lo porta a dire che il pianoforte non è il mezzo attraverso il quale lui suona ma lui, in quanto pianista, è il mezzo attraverso il quale il pianoforte e, la musica, esprimono tutta la loro essenza.
Io davvero consiglio a chiunque non consideri la musica solo qualcosa che si ascolta ma anche qualcosa che si prova, che emoziona, di leggere questo libro.
Per ascoltare la sua musica e leggere qualcosa in più riguardo all’Artista: http://www.myspace.com/giovanniallevi
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