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La vita

Le cose scontate, molto spesso faticano ad avere una definizione chiara e semplice. Questo vale per il concetto di vita. Ogni persona a cui venisse chiesto di dire cosa sia la vita, sicuramente rimarrebbe qualche minuto a pensarci, senza magari trovare qualcosa di soddisfacente. Già, perchè dare un significato, una definizione alla vita non è così banale come dire che cosa sia un telefono.

La vita è sempre stato un tema molto gettonato, tra filosofia e religioni; un po’ tutti si interessano di questo argomento, ognuno a modo suo, come è giusto che sia.

Da qualche tempo però il tema della vita, passa anche dalla politica, che di certo non cerca affannosamente di trovare una definizione di vita, anzi cerca di regolamentare ciò che alla vita si oppone: la morte.Per molti la morte è la fine della vita, il capolinea, per altri non e altro che uno stadio della vita. Io sono del parere che il posto della morte cambi in funzione dell’età e delle condizioni di una persone, in ognuno di questi casi la morte prende importanza e significato diversi.

La politica si sta interrogando su un problema non poco trascurabile: l’eutanasia.
L’eutanasia, ovvero dolce morte, è quella pratica per cui si procede allo spegnimento della vita di una persona che ne fa espressa richiesta.
Chiaro, non è un gioco. Nella maggior parte dei casi, chi vede come rimedio ai suoi mali l’eutanasia, è una persona molto malata, non in grado di vivere la propria vita per quella che è. Mi riferisco a persone che non sono e, mai saranno, in grado di alzarsi dal letto e di muovere un solo muscolo. Nei casi migliori.
Esatto perchè poi ci sono anche i casi peggiori, ovvero che il malato è morto cerebralmente, in stato vegetativo si dice. Questo è il caso della ragazza, ormai donna, in stato vegetativo da 16, lunghissimi anni.
Dal canto suo, Eluana, questo è il suo nome, ha sempre espresso la volontà di rinunciare alle cure nel caso subisse un incidente che la potrebbe portare nella condizione di dipendere da una macchina. Ebbene, il caso ha voluto che questo momento arrivasse e che la sua mezza vita, dipenda da una macchina che la nutre.
Il padre, conscio dell’opinione della figlia al riguardo, vorrebbe esaudire il suo ultimo desiderio, perchè di deisiderio si tratta, ma la sua strada è stata sbarrata dalla burocrazia e dalla mancanza di regole, leggi riguardo questo argomento.

Ora ci sono 2 grandi schieramenti, quelli a favore, e quelli contro.
Quelli che sono contro l’eutanasia affermano che la vita è un dono di Dio, è  che nessuno ha il diritto di dare la morte ad un’altra persona. La vita deve fare il suo corso dicono…
Certo, la vita è un dono e, credendo in Dio, non posso fare altro che credere che questa arrivi da lui, ma è su “la vita deve fare il suo corso” che ho qualche dubbio. Io amo prendere molto alla lettere questa affermazione, e volendo lasciare che la vita faccia il suo corso credo che se questa ragazza, o altre persone nelle sue condizioni, possano morire se non attaccate ad una macchina…bèh, credo che con l’utilizzo delle macchine non lascio certo la strada libera alla vita. Alimentazione coatta, così si chiama, alimentazione “Forzata”, a me hanno sempre insegnato che le cose fatte con forza non sono le cose che si farebbero naturalmente. Un po’ come per i bambini il magiare la verdura a tavola.
Quindi, a mio parere, se la vita vuole abbandonarsi alla morte e, come in questo, si sa che lei ha sempre voluto non mettere i bastoni tra le ruote alla vita, non credo ci sia molto da discutere.

Tutti possiamo avere opinioni diverse, questo per confermare ciò che di solito si dice riguardo l’unicità dell’individuo. Quello che mi sembra inutile è cercare di imporre qualcosa ad un’altra persona. Mi spiego. Se una persona non credente volesse che in caso di gravi condizioni di salute, ridotta a vegetale, porre fine alla propria vita, credo che sia libera di farlo. Chi invece è contro l’eutanasia deve essere altresì libero di far si che la sua vita prosegua grazie all’alimetazione coatta.

La libertà sulla nostra vita, sulla nostra persona, è ancora una delle poche cose che nessuno ci potrà mai toccare, questo credo che sia un valore sacro. Il poter decidere della nostra vita, non come questa debba finire. La vita è una cosa sacra, le decisioni prese che la riguardano da vicino, sono quelle che segnano il nostro percorso. Se il sentiero è interrotto e non è possibile prendere un’altra via bisogna lasciare che la vita faccia il suo corso, affidandosi a Dio. Io credo che anche da morti Dio non ci chiuderà mai la porta, quindi perchè aspettare che l’impossibile ci porti Dio, se tanto l’evidenza vuole che la strada per arrivarvi sia più breve?

Immagine: http://www.geocities.com/kalimalamaga